diverse letture

08/05 2018

Incontro con Luigi Zoja, psicanalista del postmoderno

Da Prima Pagina On Line

Luigi Zoja è uno dei più importanti psicanalisti viventi. Ha vinto prestigiosi premi internazionali e domenica 13 maggio sarà ospite alla Rinascita per una serata unicadedicata agli abissi dell’anima e alle distorsioni del mondo contemporaneo.

Nel corso di questa serata, che sarà dedicata a due dei libri più interessanti della vasta produzione del grande studioso, avremo modo di capire alcuni dei meccanismi oscuri della mente umana andando ad indagare i babau dell’immaginario collettivo: la mente dei terroristi e la inquietante figura della paranoia.

Consigli di lettura su Luigi Zoja

Questi due temi sono infatti al centro di due testi molto interessanti scritti da Luigi Zoja. Il primo “Nella mente di un terrorista, è una acutissima analisi della figura del Kamikaze, incubo dell’occidente degli anni 2000. 

L’Isis, fondata nel 2014, definisce un fenomeno ma anche un’organizzazione. Ne abbiamo appreso gli slogan, le conseguenze, di rado le cause geopolitiche, mai le ragioni profonde che spingono migliaia di giovani ad aderire alla lotta armata, rinunciando alla vita. Questo libro racconta i loro perché, finora sorprendentemente trascurati.

E lo fa attraverso l’incontro con una teoria dell’inconscio che ha approfondito, più di altre, il rapporto tra la società e le scelte individuali: la psicologia analitica di Carl Gustav Jung, una scuola di pensiero tra le più significative del Novecento.

Un insegnamento che parte da un presupposto: nessun uomo è un’isola. Luigi Zoja è esperto internazionale nel campo della psicoanalisi junghiana. In questo volume, a colloquio con Omar Bellicini, redattore italo-algerino con un’esperienza di vita divisa tra le due sponde del Mediterraneo, ci porta a comprendere i motivi profondi che sono alla radice dell’odierna violenza islamista.

Se questo libro che presenteremo domenica 13 maggio insieme a Luigi Zoja è un agile saggio che sono certa potrà essere un illuminate modo per conoscere l’acuta penna del grande scienziato.

Tuttavia la nostra serata non sarà limitata solo all’analisi di questo testo. Come infatti accennato avremo modo di approfondire anche un altro libro scritto dal professor Zoja: “Paranoia. La follia che fa la storia.

Questo testo, più corposo e complesso ci mostra come la paranoia, strana forma di pazzia che tutti conosciamo almeno per sentito dire e per averla sentita citare in libri e film è in realtà una costruzione della mente che in qualche modo ri-costruisce la realtà circostante pervertendola verso ossessioni che possono diventare condivise e generare anche effetti sociali terribili.

Deliri di massa, totalitarismi e inspiegabili fatti che punteggiano i libri di stria possono trovare in questa strana radice il loro fondamento. Dalla geniale quarta di copertina vi cito qualche riga, che ci aiuta a capire meglio cosa ci spiega questo libro prezioso: “Il paranoico spesso è convincente, addirittura carismatico.

In lui il delirio non è direttamente riconoscibile. Incapace di sguardo interiore, parte dalla certezza granitica che ogni male vada attribuito agli altri. La sua logica nascosta procede invertendo le cause, senza smarrire però l’apparenza della ragione.

Questa follia “lucida” – così la definivano i vecchi manuali di psichiatria – è uno stile di pensiero privo di dimensione morale, ma con una preoccupante contagiosità sociale. Raggiunge infatti un’intensità esplosiva quando fuoriesce dalla patologia individuale e infetta la massa.

Al punto da imprimere il proprio marchio sulla storia, dall’olocausto dei nativi americani alla Grande Guerra ai pogrom, dai mostruosi totalitarismi del Novecento alle recenti guerre preventive delle democrazie mature.

Finora mancava uno studio d’insieme sulla paranoia collettiva, rimasta terra di nessuno tra le discipline psichiatriche e quelle storiche. Per primo lo psicoanalista Luigi Zoja ricostruisce la dinamica, la perversità e insieme il fascino, l’assurdità ma anche la potenza del contagio psichico pandemico, in un saggio innovativo che attinge a vastissime competenze pluridisciplinari.

Improvvisamente, vediamo con occhi diversi eventi che credevamo di conoscere, e comprendiamo quanto i paranoici di successo, Hitler o Stalin, fossero tali per la loro capacità di risvegliare la paranoia dormiente nell’uomo comune…”

Se questi sono i due libri centrali che faranno da punto focale all’incontro con il prof. Zoja previsto per domenica 13 maggio dalle ore 18 alla Rinascita non voglio chiudere questo post senza citare alemno altri due libri importanti del professore.

Due libri che parlano del “maschile” e di “uomini” . Se le pagine del giornale sono piene di tragiche notizie riguardanti la violenza sulle donne forse dovremmo interrogarci su come viene costruita a mente degli uomini. Ecco perché vi suggerisco il libro Centauri: alla radice della violenza maschile

Cosa succede agli uomini nel branco? Branchi di maschi nella frenesia dello stupro collettivo: la predazione si ripete dai primordi della storia, attraversando immutata il processo di incivilimento, impennandosi nel cuore del Novecento e guadagnandosi ancora oggi grande spazio nelle cronache.

Che si consumi come crimine di guerra, che collabori a finalità genocidarie, oppure si “normalizzi” in brutalità quotidiana in tempo di pace, vi agisce la stessa istintualità della barbarie più arcaica. à il cono d’ombra dell’identità maschile. Su di esso si concentra lo psicoanalista Luigi Zoja, internazionalmente noto per l’indagine sull’altra polarità maschile, quella del padre.

La conciliazione di biologia e cultura, più fragile e instabile nell’uomo rispetto alla donna, è esposta da sempre a squilibri. I centauri del mito greco, esseri metà umani metà animali, ne rappresentano la forma estrema.

La loro orda non conosce altro eros che l’ebbrezza orgiastica accompagnata dallo stupro, “incontrollabile come un pogrom”. A differenza del violentatore singolo, il gruppo non ha coscienza di commettere un crimine. Del centaurismo come contagio psichico Zoja scandaglia i motivi e ripercorre le manifestazioni.

Se questo aspetto del maschile è la parte bestiale e terribilie Zoja tuttavia ci ha regalato anche ul libro dove analizza del maschile la sua forma più pura e profonda. Nel bellissimo libro “Il gesto di Ettore”  ci parla di paternità e della sua crisi che va arginata.

Dimissionario, inerte, omissivo e socialmente fuori corso. Così appare oggi il padre. Impossibile attribuirgli una connotazione che non sia privativa. Nella sua versione più recente affianca ormai la madre nell’accudire i figli piccoli, ma il cosiddetto “mammo” non riscatta un ordine paterno caduto nel vuoto per storici abusi di potere.

La semplificazione attuale è l’ultimo atto di una vicenda millenaria di “ingombrante complessità”, che Luigi Zoja per primo ha ripercorso in questo saggio, divenuto testo internazionale di riferimento sulla paternità e disponibile ormai in una dozzina di lingue. La nuova edizione, aggiornata alle ultime statistiche globali, approfondisce gli esiti del “genocidio simbolico dei padri”.

Dai miti classici di Ettore, Ulisse ed Enea, il patriarcato aveva accompagnato l’Europa nella sua invasione del mondo. La sua ritirata ha anticipato il “tramonto dell’Occidente”. Spesso il disarmo paterno non fa posto a valori più femminili, ma al loro contrario: riarmando l’orda dei fratelli, spinge l’identità maschile a regredire verso una mascolinità selvaggia e sempre più competitiva, a sua volta favorita dall’aggressività della nuova economia.

Con la scomparsa del gesto dell’Ettore omerico, che alza il figlioletto al cielo e in quell’elevazione dà una identità sia al figlio sia a sé stesso, un’intera civiltà stenta a ritrovare i propri passi attraverso un paesaggio cosparso di assenze.

Vi aspetto domenica 13 maggio dalle ore 18 alla Rinascita con il prof. Luigi Zoja! Una occasione specialissima!


 

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